venerdì 6 gennaio 2012

mi sono persa in un bicchiere di Vodka.

photo by Fabrizia Milia
questo vento non mi fa dormire. non è un vento normale. è un vento infuriato.
sembra voglia scoperchiare case, teste e portare via con sé non solo foglie o fogli anche figli; avrà pure le sue ragioni ma a me non sta simpatico per niente.
e così non riesco a rilassarmi, quindi non smetto oggi di fumare. smetterò poi. quando il vento sarà calmo.
quando non mi farà paura.
e' un periodo che sono un po' così. chiusa -again- in me. lontana, come Urano rispetto al sole, da chiunque.
il nuovo anno non è un punto e a capo però sembra davvero una pagina bianca tutta da scrivere.
e l'inizio mio è stato come un gomitolo di spago. così, tutto attorcigliato. e credo che la fine del duemilaundici si sia portato via con sé
molto di me. come la voglia di cucire rapporti strappati. che astuto ladro.
Oh che bello. vedo la luna. era nascosta dietro la tenda. è quasi piena.
non ho molto da dire in verità, voglio solo farmi compagnia in questa straVentosa notte.
ed i pensieri saltano come pulci festose.
tipo che ora ho capito che si è tornati al periodo del ricamo. ogni punto è silenzio ogni croce è dolore e a quadro finito è speranza.
sì, si torna sempre a sospirare sopra un qualcosa. sfuggente felicità che non sta mai ferma.
vorrei dare di più alle persone che amo. è la prima volta che lo dico, è la prima volta che lo penso. mi sembro un fiore muto ed incolore.
ma quant'è piccolo il mio cuore?
diteglielo voi al vento che mi farà impazzire. io non ho voglia di urlare.

martedì 27 dicembre 2011

il solito caffè zuccherato.

foto by Fabrizia Milia


-andare a dormire non andare a dormire andare a dormire non andare a dormire-

Il fatto è che il mio corpo, brufolo sul mento compreso, non disgusterebbe il letto, il sonno, il sogno.
ma dove lo trovo il tempo per parlare da sola, se non la notte, quando il gatto che ha ronfato per tutto il dì si sveglia ed inizia a miagolare tutto il suo desiderio di sesso, quando mi accorgo di aver finito il nesquik, quando le sigarette, da sempre all'ora buia, si fumano con più gusto.
Quando ti ritrovi con i pensieri di ieri e non hai per niente voglia di tenerli ancora dentro;
perché pesano e puzzano di vecchio. -di vecchie cose intendo, non di anziano signore.-e poi con il vicino arrivo del nuovo anno ti ritrovi a pensare a tutto quello appena passato.
e pesi i bianchi e i neri e ti accorgi che pesano più i giorni neri di quelli bianchi e ti chiedi perché gli astrologi dicono sempre stronzate. Non è mica vero che per i pesci è stato tutto in discesa e rosa e fiori e amori e soddisfazioni, ma... cazzi e stra-cazzi, amari anche.
l'anno mio migliore è stato il due zero zero due,  quello sì che è stato un anno perfetto. quello sì che era l'anno dei pesci. e sapevo nuotare. nel grande mare.
ma va bene anche la salita; si impara almeno a spaventarsi meno.
si impara ad aspettare
ad affrontare
ad accettare.
a tremare con più discrezione.

                 (sigaretta)
In questo momento mi viene da dire che vorrei la mente sgombra. ma devo ammettere che non è invasa, pervasa da pensieri.
penso pure troppo poco da quando pensar troppo mi ha fatto, in passato, pensare di volere la mente sgombra.
e per liberarla, svuotarla, non basta scuoterla forte e neanche piano. forse ci vuole un pensiero felice.
ed ora, allora, vado alla ricerca del mio pensiero felice, quindi allontaniamoci da questo Natale proprio ieri trascorso, allontaniamoci dal cancro che abita le persone a noi care, allontaniamoci dal portafoglio vuoto, dai morti, dal doloroso ciclo mestruale, dalle domeniche silenziose, dal mare che separa gli amici, dagli amici che si sono separati da noi, da chi si impegna a farci un po' di male, dalle colpe, dalle coscienze sporche. dalle altrui pretese, da.. pare tutto huh? Pare di doversi allontanare proprio dalla vita.
but...
io e me abbiamo imparato che la vita non è solo quella che fa soffrire.
Abbiamo scoperto che ci sono luoghi che ci fanno stare bene così come ci sono persone che ci fanno stare meglio
e poi ci sono i gatti e il pesciolino rosso che nuota così bene che quasi un po' lo invidi. e ci sono i piccoli gesti che se li cogli ti danno proprio tanto.
e poi ci sono i viaggi -reali e sognati-
e per me, in me, con me c'è la fotografia che se io ve lo dico quanto mi dà voi non mi credete o mi credete poco o mi prendete per pazza o lo sminuite o paragonate. e allora io non ve lo dico. me lo tengo per me. ché lo rende ancora più intimo e forte.
ed il mio pensiero felice l'ho quasi trovato, ma forse, lo scopro or ora, è più di uno.
i miei pensieri felici sono tutti quei giorni in cui non ho pianto, in cui ho trovato un amico, in cui sono stata un'amica, tutti gli abbracci, le belle parole,
le risalite, i lunedì chiassosi, le risate spontanee, e tutto ciò che ha colore di luce.
e poi... beh, poi c'è l'Amore.

la nostra casa è il mondo, il cielo il nostro tetto
non importa quanto difficile sia questa nostra vita.
noi siamo forti. coraggiosi e forti.

mercoledì 21 dicembre 2011

E finisce sempre così. che rimango sola. a sparecchiar la tavola.
La gente va, ed io resto lì ad aspettare qualcosa. o qualcuno. Qualcuno con qualcosa, dentro.
E ci sono giorni, come oggi, che mi catapulto nei luoghi che avevo abbandonato; per una ragione o per un'altra.
ma più che altro sempre per la solita.
Torno sperando di ritrovare quel qualcosa che ho perduto, o mai avuto.
E mi ritrovo rivedendomi tra sigarette fumate e spente e ore perse. Non dormendo fuggendo.
E mi ritrovo, che sono sempre uguale Nonostante le mille convinzioni di essere cambiata.
Forse ora ho un cuore un po' più aperto.
Ho il sole dentro agli occhi.
Forse ora ho tolto un po' di nero
.
Ma io resto figlia di piume e vento.
Nata nel Viola di un'Anima bruciata.
Con unghie lunghe e voglia di graffiare.
Insonne amante della Notte.
Alla ricerca di un Angolo un po' più comodo di scomode poltrone.
Alla ricerca continua della donna che è in me.

Cresciuta anni fa, tra donne un po' più donne, esempi da seguire che non ho mai seguito.
solo qualche volta imitato. prima d'accorgermi di saper sbagliare anche da me.

Se

e se avessi anche un caro amico vicino od una zia non serpente ed un cugino fratello.
e se avessi perlomeno un amore vissuto e le nonne non morte.
e se avessi la grinta e le unghie affilate. e se avessi. io. 
e se vivessi in un castello senza vicini drogati e ubriachi ogni sabato sera
e se la sera di sabato prendessi la macchina e mi mettessi a viaggiare.
e se avessi io. un'autostrada da percorrere verso le città immense da fotografare.
-con le luci i colori sotto il cielo grigio d'inverno e celeste d'Estate e la nebbia.-
e se solo di nebbia potessi vestire i miei occhi. investire i miei occhi. svestire i miei occhi. di nebbia. senza poterla toccare.
le mani coi guanti di lana nera.
e se avessi un cane e non tre gatti. ed i capelli... se fossero corti e la mente.. 
se solo avessi una mente sincera.
e la notte, se solo dormissi la notte. se solo. se solo io.
se solo non mi sentissi sola. la notte di notte. mentre le note più mute stonano. e tornano come i periodi. ed i periodi se solo fossero vissuti.
e le mie braccia, se solo fossero di carne e di ossa e non solo di ossa.
e le ossa, se solo fossero ossa e non spilli.
e gli spilli se solo non abitassero nei fianchi nel cuore e nella gola.
se solo avessi, io, il coraggio di mutare.
se solo mutassi io senza bisogno di coraggio.

you make me cold when you leave.

foto by Fabrizia Milia



let me slip into your heart and mind
as a soft torture.

*

quando è la pioggia ad uccidere
ti sembra che il tuo posto nel mondo sia più precario del tuo posto di lavoro.
e penso che non sarò mai in grado di suicidarmi
poiché la sola idea di non mettermi lo smalto rosso
o di non poter scattare una fotografia
mi -semplicemente- rattrista.
-non è paura di morire. è paura di non vivere.-