mercoledì 21 dicembre 2011

E finisce sempre così. che rimango sola. a sparecchiar la tavola.
La gente va, ed io resto lì ad aspettare qualcosa. o qualcuno. Qualcuno con qualcosa, dentro.
E ci sono giorni, come oggi, che mi catapulto nei luoghi che avevo abbandonato; per una ragione o per un'altra.
ma più che altro sempre per la solita.
Torno sperando di ritrovare quel qualcosa che ho perduto, o mai avuto.
E mi ritrovo rivedendomi tra sigarette fumate e spente e ore perse. Non dormendo fuggendo.
E mi ritrovo, che sono sempre uguale Nonostante le mille convinzioni di essere cambiata.
Forse ora ho un cuore un po' più aperto.
Ho il sole dentro agli occhi.
Forse ora ho tolto un po' di nero
.
Ma io resto figlia di piume e vento.
Nata nel Viola di un'Anima bruciata.
Con unghie lunghe e voglia di graffiare.
Insonne amante della Notte.
Alla ricerca di un Angolo un po' più comodo di scomode poltrone.
Alla ricerca continua della donna che è in me.

Cresciuta anni fa, tra donne un po' più donne, esempi da seguire che non ho mai seguito.
solo qualche volta imitato. prima d'accorgermi di saper sbagliare anche da me.

1 commento:

  1. Si è quel che si è, o meglio si è quel che si vuole essere. Alcune cose le scegliamo altre le facciamo scegliere dagli altri per pigrizia. Poi si finisce a recitare un personaggio (il padre/marito premuroso che va a trans, la figlia modello universitaria che si prostituisce)certe volte meglio recitare una parte antipatica, che fingere di essere... Io recito un muto, e se mi dicono perchè parlo poco, rispondo che ho solo poche parole a mia disposizione e preferisco usarle per cose importanti. Tu che fai scegli o ti fai scegliere? Che parti reciti eh?

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